Ci proteggerà la neve: la storia che pochi ci racconteranno..

Ciao a tutti!! In questo articolo vi parlerò dell’ ultimo libro che ho letto e che consiglio vivamente a tutti, perché, oltre a parlare di un’ avvenimento storico importante, ma totalmente sconosciuto dalla maggior parte delle persone (purtroppo!), la trama del libro è appassionante e la lettura è scorrevole, quindi è adatta anche a chi non è appassionato di romanzi storici, anzi, nel libro è anche descritta una romantica storia d’ amore (purtroppo di qualsiasi argomento si tratti, se non c’è una storia d’ amore io un libro non lo leggo.. )

Immagine della copertina del libro
Ci proteggerà la neve

Il libro si chiama: “Ci proteggerà la neve” di Ruta Sepetys.

Devo dire che questo libro rientra nella categoria “non riesco a staccarmi”, ovvero anche quando è mezzanotte e sai che devi svegliarti presto per andare a lavoro ti viene sempre più la voglia di girare pagina, leggere il capitolo successivo e vedere cosa succede, insomma, una volta che inizio, non riesco a scollarmi, forse anche perché si alternano capitoli brevissimi, ognuno narrato da uno dei 4 protagonisti, e per sapere cosa sta succedendo in quella fase del romanzo, devi leggere tutte e 4 le voci narranti che si alternano e questo crea ancora più suspence in una storia piena di colpi di scena!

Mio marito mi accusa sempre di leggere libri ambientati in Africa o paesi arabi, quindi questa volta ho deciso di spostare la mia “bussola” verso nord-est, ed infatti questo libro è ambientato nella Prussia orientale (ora Polonia) nel  1945, durante la II guerra mondiale.

Il Terzo Reich era invaso dai russi e migliaia di persone, tedeschi, lituani, prussiani, fuggivano dall’ avanzata dell’ Armata Rossa, dirigendosi verso i porti di Gotenhafen (oggi Gdynia), Danzica o Pilau, per imbarcarsi sulle navi messe a disposizione per una delle più grandi operazioni di evacuazione di massa organizzate dalla Germania: l’ operazione Annibale, (Unternehmen Hannibal), pianificata dalla Kriegsmarine tedesca per portare in salvo il numero maggiore di militari e civili verso l’Ovest (in direzione opposta all’avanzata sovietica).

Ed è lo stesso viaggio intrapreso dai protagonisti del libro: ci sono tre giovani in fuga da 3 paesi diversi, ciascuno che custodisce con se un doloroso segreto  : Joana, un’ infermiera lituana dal carattere forte, ma allo stesso tempo altruista, Florian, un giovane e  misterioso prussiano, Emilia una quindicenne incinta che è dovuta scappare dalla sua amata Lwow in Polonia (oggi l’ ucraina “Leopoli”- nome che non si può sentire.. non credete??-). E poi c’è Alfred un giovane marinaio, anche lui tormentato dai suoi demoni e  che rientra nella categoria dei “personaggi negativi che non riesco a odiare”, essendo in fondo anche lui vittima della crudele propaganda nazista. E poi ci sono altri personaggi, come il poeta delle scarpe, un vecchi e saggio calzolaio, Klaus il piccolo bambino rimasto orfano, ma “adottato” dal gruppo, la robusta Eva e Ingrid, una donna cieca, che riesce tuttavia a percepire benissimo cosa sta accadendo tutto intorno a lei.

Dopo un lungo e tormentato viaggio attraverso le terre gelide della Prussia Orientale e con la costante minaccia delle milizie russe, alla fine i protagonisti si imbarcheranno sulla più grande delle navi dell’ operazione Annibale, la Wilhelm Gustloff, la quale pur avendo una capienza di circa 1500 passeggeri, fu riempita con 10.000 persone. Il 30 gennaio del 1945 (ironia della sorte, anniversario della nomina a cancelliere di  Hitler e data di nascita di Wilhelm Gustloff stesso, da cui prende il nome la nave), intorno alle 21:10, la Gustloff venne colpita da tre siluri, affondando.

Mentre leggevo il libro, in cui fortunatamente i principali personaggi si salvano, pensavo che la scrittrice si fosse banalmente ispirata a “Titanic”.. invece sono venuta a sapere che è questo il naufragio più grave della storia, (su 10.000, solo un migliaio di persone riuscirono a salvarsi, mentre circa 9000, di cui la metà erano bambini, persero la vita). Purtroppo, però, è meno conosciuto di altri (come quello del Titanic), perché sul disastro scese il silenzio per molto tempo. Il regime nazista ormai alla fine non ebbe alcun interesse a riportare l’ennesima sciagura e nemmeno i sovietici ne riportarono la notizia.

Immagine della nave Gustloff8
La Gustloff all’imbarco nel porto di Gotenhafen

Alcune curiosità sulla nave:

  1. Era stata bombardata dal sommergibile russo S-13 che aveva 4 siluri su cui erano riportate le seguenti scritte: «Per la Patria», «Stalingrado», «Per il popolo sovietico» e “Per Stalin”. L’ ultimo con il nome del dittatore, rimase bloccato e non partì!
  2. La Wilhelm Gustloff era la nave ammiraglia della flotta KdF, Kraft durch Freude, che letteralmente significa “Forza attraverso la Gioia” (certo che i tedeschi avevano un’ abilità a creare frasi assurde… 😓). Si trattava di un programma del partito nazista che voleva fornire al popolo tedesco una serie di attività ricreative a basso costo e tra queste rientra anche la produzione di un’automobile utilitaria, la KdF-Wagen, la futura Volkswagen o “auto del popolo”…
  3. La nave, originariamente doveva chiamarsi Adolf Hitler, ma prese nome da Wilhelm Gustloff, capo della sezione elvetica del partito nazista, assassinato dallo studente ebreo David Frankfurter, che aveva deciso di compiere questo atto sperando di scuotere il popolo ebraico, esortandolo a combattere contro l’oppressione del nazismo.
  4. Altre grandi navi vennero utilizzate per questa operazione , tra cui la Cap Arcona, un vero e proprio lager galleggiante su cui furono rinchiusi i prigionieri (dissidenti politici, ebrei, cristiani e comunisti, artisti e intellettuali ecc.), del campo di Neuengamme, afffondata nel 3 maggio 1945 dalla Royal Air Force. Probabilmente l’intenzione era quella di eliminare le tracce dei crimini commessi nei campi di concentramento. Durante l’imbarco dei primi prigionieri sulla Cap Arcona, a fine aprile 1945, gli uomini delle ss chiusero tutte le possibili vie di fuga e bloccarono le scialuppe di salvataggio.
  5. L’affondamento della Gustloff è raccontato anche nel libro “Il passo del gambero” dallo scrittore tedesco Günter Grass.

 

L’ ultima cosa che voglio dire su questo libro è che è stato uno dei pochissimi, se non l’ unico, del quale ho letto tutte le pagine dei ringraziamenti e persino tutti i libri della bibliografia.. ed ho scoperto, oltre all’ enorme impegno, amore e dedizione che Ruta ha dedicato alla stesura di questo romanzo,  che sia le persone con le loro testimonianze, sia le fonti storiche che hanno aiutato l’ autrice a scriverlo, hanno contribuito a creare la storia di tutti i personaggi del libro, che anche se sono in teoria immaginari, li considero un po’ “realmente esistiti” attraverso le storie di alcuni superstiti che hanno ispirato quelle di Joana e Florian ed i libri nella bibliografia che parlano di biografie sull’ infanzia trascorsa in Polonia o che di scarpe.. e che quindi credo che abbiano contribuito a delineare i personaggi di Emilia e del poeta “Opi”..

O almeno mi piace immaginare che sia così.. 💖

 

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